Il giro di Taiwan in 5 giorni (I parte)

Dopo quattro mesi di vita semisedentaria a Taipei, cominciavamo a sentirci un po' stretti, i piedi cominciavano a pruderci, il nostro corpo aveva bisogno di muoversi e i nostri occhi avevano necessita' di vedere. Assetati di novita', di colori, di luoghi e cuoriosi piu' che mai, abbiamo preparato lo zaino e siamo partiti. Prima destinazione: Tainan. Le altre si sono definite man mano viaggiando e alla fine siamo riusciti a fare praticamente il giro dell'intera isola.

Tainan, come tutte le citta' taiwanesi (urbanisticamente parlando) non è un granché, ma è famosa per essere la più antica città di Taiwan. Fondata dagli olandesi nel XVII secolo, vanta più di 200 templi ed e' tantissimo, considerando che conta circa 750 mila abitanti! Inoltre tutti i templi non sono mere attrazioni turistiche (come spesso accade in Cina), ma la gente locale ci si reca davvero per pregare, offrire il cibo alle divinita', consultare gli indovini e, perche' no, riposare.

Ovviamente, volendo vedere quante piu' cose possibili in cosi' breve tempo, non potevamo dedicare piu' di un giorno ad ogni posto, ma siamo riusciti comunque a visitare alcune delle chicche che nasconde Tainan, prima fra tutte un'antica casa da te' giapponese."Nasconde" è la parola giusta, visto che arrivarci sembra un'impresa impossibile da 007, trovandosi in un vicolo strettissimo dietro ad alcune case vecchie. Alla fine di mille ricerche è stato solo grazie all'aiuto di un gentile signore che siamo arrivati a destinazione. E chi l'avrebbe mai scovata altrimenti?







Taiwan nella sua storia è stata sotto il dominio giapponese nel periodo che va dal 1895 al 1945 circa e ancora oggi conserva alcuni aspetti della cultura nipponica, come questa casa da té, dove è possibile "spiare" un angolo di Giappone.

La cerimonia del té viene fatta da una ragazza in kimono che con i suoi gesti eleganti e sicuri incanterebbe chiunque e segue dei passaggi ben precisi alla fine dei quali il te' preparato viene servito agli ospiti. Il tutto è molto scenografico e anche gli oggetti sul vassoio sono sistemati con un gusto raffinato del dettaglio.

Dopo esserci rifocillati un po', siamo usciti alla volta del più antico negozio di té della città, giusto per restare in tema.

La bottega è rimasta così com'era una volta (credo che non l'abbiano mai pulita dalla famosa apertura nel lontano 1860!) e ora la gestisce un'arzilla signora,  pro-pro nipote del fondatore. Entrando, si ha come la sensazione di fare un salto nel passato e l'odore di polvere e di contentitori antichi misti alle foglie di te' aiutano la fantasia a viaggiare in tempi lontani.





Lei sembra quasi una strega, intenta a preparare le sue pozioni magiche e conosce bene tutti gli effetti benefici di quelle foglie incantate, che riconoscerebbe a mille miglia di distanza solo respirandone una folata. Tutta la bottega è tappezzata di foto del bis-bis nonno, anziano conoscitore della pianta "magica" e da allora tutti i membri della sua famiglia si sono succeduti, sono nati e sono morti in questo negozietto, le cui mura conoscono più storie dei libri di favole.

I contenitori in cui ancora oggi viene conservato il té hanno circa 200 anni! Quante mani li hanno toccati, quanti racconti hanno sentito, quanti volti hanno visto, mi vengono i brividi... Meraviglia delle meraviglie!

E dopo essere passata dal vicolo più stretto di Taiwan, dopo aver mangiato uno squisito ghiacciolo al limone (fatto in casa con i limoni veri, belli, succosi, tropicali), dopo aver visto come si confezionano gli zoccoli tradizionali giapponesi, una puntatina al tempio dovevo farla. Cosi', tra tutti, abbiamo scelto di vedere il tempio di Confucio, nel cui bellissimo giardino si trovano anche degli alberi di banyan secolari.



La serata e il primo giorno di viaggio si sono conclusi in maniera molto "occidentale". Sulla strada per andare in stazione a prendere il treno per un'altra destinazione, la nostra attenzione e' stata rapita da un buffo camioncino che, invece di vendere spuntini locali, aveva annesso un forno di pietra made in Tainan. Insomma, una vera e propria pizzeria ambulante! E i pizzaioli, una simpatica coppia, si dividevano i compiti: lei preparava la pasta e il condimento e lui infornava. Devo ammettere che la pizza era proprio buona! Evviva l'Italia... e Taiwan!