Radici = Roots

Se mi dite “radici” la prima cosa a cui penso è il telefilm sulla schiavitù che andava in onda quand’ero piccola. Se mi fermo a pensarci più a lungo, mi vengono in mente le catene che Kunta Kinte spezzava. Insomma ho al momento una concezione un pò negativa e claustrofobica delle radici: famiglia o legami che non si scelgono e ci si ritrova a dover gestire.

Ho un problema? Può darsi! Così è se vi piace e fosse solo quello!

A parecchie persone più centrate di me, il termine “radici” richiama invece alla mente panorami bucolici, nonne che impastano torte, lenzuola che sanno di lavanda e legami così radicati da convincerti che esista un posto che si chiama casa a cui tornare, prima o poi.

Parlando di Chen Xi e Chen Yi, che sono nati bei sradicati,bene, proprio loro appena giunti in Italia e senza alcuna assistenza da parte mia, hanno iniziato a lavorare di cesello alla costruzione delle loro radici.

Crescere in un luogo lontano da tutto ciò che di famigliare potessere esistere, non ha significato perdere la cognizione di cosa sia una famiglia,un paese, dei luoghi, diciamo che l’ha resa più creativa. Avere così una vaga idea di cosa fosse un legame di parentela non ha fatto che giocare a loro favore, facendo sembrare tutti ma proprio tutti potenziali parenti. Era così quando si tornava in Italia per l'estate, bastava salutare qualcuno per strada e si era subito cugini, quello con cui parlavi al super era uno zio e via dicendo. Ed è così anche ora. Chen Xi ha persino adottato il nonno di altri. Quando ha capito che di sti' nonni di cui tanto si parlava nemmeno l’ombra, ha preso a chiamare nonno uno zio che, per via di un'altezza da fuori serie, è diventato il “nonno alto”, se no poi ci si confonde. Il nonno alto che di suo ha già una un bel numero di nipoti è stato al gioco e si è preso pure Chen Yi, che tanto una in più, cambia poco.

Sulla questione nonni anche Chen Xi è serissimo.

“È simpatico il nonno del tuo amico?” gli chiedo senza nemmeno pensarci “Certo che è simpatico, tutti i nonni sono simpatici,” mi risponde guardandomi un po’ storto perché non si pensa nemmeno male di un nonno che vale oro.

Insomma per loro le radici contano e se non le hanno se le inventano che fanno prima perché Chen Xi mi ha comunicato che:

“Io sono un bambino fortunato!”

“Quello di sicuro! Ma che ti è successo?”

“HO UNA FAMIGLIA ENORME !”

“Wow, ma dove ?!”

Per uno che nel folle turn over cinese cambiava maestra, compagni di classe e a volte anche scuola a ciclo continuo questo ripetersi delle stesse facce che offre l'Italia, è una cosa importante. Talmente importante che Chen Xi ha riunito i suoi compagni di classe in cortile a scuola e ha dichiarato in un impeto di entusiasmo senza R: “VI AMO, LAGAZZI”, attirandosi, per tutta risposta spernacchiate e sollazzi, specie dalla componente cinese della classe, poco avezza a certe smancerie.

E poi è successo che ieri tornando a casa dal parco ci siamo trovati sotto la finestra di casa i due cugini A & A (di secondo grado ma facciamo che siano di primo), rappresentanti del rigore germanico nel casino italiano. Erano indaffarati a colorare il marciapiede antistante casa nostra con dei gessi grossi come dei salami.

Ci stavano lasciando un messaggio di saluti tipo “ciao da noi” in caso non ci fossimo incontrati!!

Per i Chen il massimo delle radici, per me forse ora di iniziare ad annaffiare le mie.