“Se l’è el Chunjié?”

Sull’integrazione dei cinesi della zona Sarpi si è detto e scritto molto.

Io molto più prosaicamente riassumerei il ‘mood’ locale, riportando le parole che due vecchie con carrello della spesa d’ordinanza, scambiavano la scorsa mattina sul presto in quel della via Sarpi. Traduzione dal dialetto milanese disponibile per chi proviene da oltre il Po.

“ue t’eè vist che sabett ghe la festa dei ciness?

“lasa stà, ghe podi pǜ del caval!”

"el caval ? ma l'era minga el dragün?"

"… su minga mi…sarà un queicoss” pausa di riflessione e poi a smarcarsi definitivamente “ mi capis na’ gota dei ciness!"

traduzione:

“hai visto che sabato c’è la festa dei cinesi”

“lascia stare non ne posso già più del cavallo..”

“il cavallo?, ma non era mica il dragone?”

“non so mica io… ,non capisco una mazza dei cinesi!”

Le signore si riferiscono al capodanno cinese, festa che si avverte più del Natale da queste parti. Il comune, in un colpo di mano parecchio cinese, ha pensato giustamente di risparmiare sulle decorazioni e nottetempo ha fatto sostituire alle enormi pallone di neve natalizie le lanterne rosse. Risultato discutibile ma dopotutto efficace. Poi capita anche di prendere dei spaventi quando, camminando per la via ci si imbatte in un’esercitazione al ballo del dragone che vede di solito una decina di persone riunirsi nell’androne di un palazzo e agitare l’animale in maniera convulsa. Per chi non è abituato può essere uno spettacolo un po’ forte.

Il quartiere partecipa con il solito atteggiamento duplice alla festa cinese. Da una parte la loggia degli anticinesi, aumenta le lamentele per qualsivoglia motivo; dall’altra i curiosi ma senza impegno, quelli che vorrebbero capirne di più sulla Cina e le usanze del suo popolo ma poi non hanno tempo e poi c’è la crisi e poi c’è il week end in montagna…

Insomma entrambe le posizioni non portano a grandi avanzamenti nella comprensione reciproca. Ho però l’impressione che la cosa non preoccupi nessuno, né italiani né tantomeno i cinesi che in questo momento sono troppo presi nei preparativi della festa principale del loro calendario.

Come dicevo a una sciura di quelle che parlano da sole e aspettano che qualcuno risponda (io rispondo sempre).

“Se ghè?” “cosa succede? “ osservando le lanterne rosse che decorano la strada

“Sciura è chunjiè !”

“Se l’è el Chunjiè?? mi cünusi solo el Sant’Ambreus!”