‘Orientalismi’: come tornare dalla Cina e rendersi insopportabili al prossimo

L’altro giorno mi è arrivata una mail da un amico, che ha deciso di condividere con me e altri pochi, la serie di scempiaggini alternativo prevedibili in chiave “resistenza urbana al decadimento generale”, dette o pensate negli ultimi tempi e improvvisamente emerse a mente lucida.

Leggendole, in alcune mi ci sono tragicamente ritrovata. Cito letteralmente:

- "il calcio è uno sport da gentlemen giocato da bestie, il rugby è uno sport da bestie giocato da gentlemen", mai detto ma pensato.

- per capire cosa succede in Italia ormai devi leggere solo i siti della stampa straniera", bè questo stradetto.

-"non riesco più a guardare film/serie doppiati in italiano", lo ripeto riferendomi anche ai cartoni animati di Chen Xi e Chen Yi che sono invece ben contenti di vederseli in italiano.

-"sto studiando il cinese / l'arabo / il russo", vabbè mi fermo al primo e basta e avanza

-"quest'anno mi iscrivo al tiro con l'arco", se ci mettiamo la capoeira sono io!

-"non compro più libri, leggo tutto su [ inserire ereader preferito ],

La mail del mio amico è valsa ad alleggerire la nebbia che mi appanna la mente da quando ho rimesso piede in Italia. E mi sono resa conto di macchiarmi a mia volta di una serie di crimini efferati. Trattasi di ‘Orientalismi’, frasette sparate alla 'bella e meglio', assestate al momento giusto a volte uscite spontaneamente altre volte premeditate con pure fine di dolo o provocazione, ma tutte atte ad un unico grande scopo: il rendersi davvero insopportabili al prossimo, generalmente cittadino italiano, spesso stufo del proprio paese, ma con nessuna intenzione di andarsene.

Sottoponendomi a una sezione di autocensura ho capito che le cose vanno grosso modo così: ho usato la mia matrice occidentale per fabbricarmene una dell’oriente, a me consona, e dalle coordinate note e intelleggibili alla mia cultura. Su questo, nulla di nuovo, è un esercizio che con diversi gradi fanno un più o meno tutti. Al mio rientro in Italia, ci ho messo del mio, e ora uso, pur sprovvista di porto d’armi, la mia personalissima versione della Cina, per riaffermare la mia 'unicità' a un occidente che poco o nulla conosce della suddetta e che poco o nulla se ne interessa.

Ecco i miei orientalismi, ammetto di averle pensate o peggio dette davvero tutte. “Abbiate Piacenza” (pazienza), come mi ha suggerito il saggio Chen Xi l’altro giorno.

1)“Le mamme antismog? La gente con le mascherine in bici? Ma non vi sembra di esagerare suuu! Tornando da Shanghai l’aria di Milano sembra quella dell’alto Tirolo”, un classico.

2) “Non so più guidare. In Cina prendevo solo taxi!”, altro classico.

3)“Ma Jovanotti è ancora in circolazione?!” ecco qui molti mi danno ragione.

4)“Per me solo acqua calda per favore!”, sto lanciando una moda.

5)“Fammi un piacere, evita di parlare di calcio davanti a Chen XI, preferisco ne stia lontano”, lui non concorda per niente.

6)“I grattacieli di Unicredit (nuovo quartiere di cui Milano va fiera) sembrano fatti per lillipuziani, mi fanno quasi tenerezza, rispetto a quelli di Pudong” qui ho rischiato due sberle.

7)“a volte mi chiedo se vivo a Milano o a Vigevano! Sai io sono abituata a una concentrazione umana che tu nemmeno te la immagini” dolo evidente.

8)“Ho viaggiato così tanto ultimamente che la sera mi viene da dire ai bambini di fare la valigia e non la cartella” provocazione becera.

9)"Aaaa scusa non ti devo invitare a cena il giovedi che c’è X factor, scusa ma da quando sono tornata io non vedo la televisione” che poi non è neanche vero.

10)"Ma sti bambini perché li coprite così tanto? Ovvio che poi si ammalano” meglio se detta con Chen Yi che mi trotta di fianco in maglietta a -20.