Pitti Uomo?! C’é di meglio!

“Niente é più come prima”, il titolo dell’articolo, parla di un argomento attualissimo di Prato: la NORMALE convivenza di culture differenti. Un tema caldo dopo l'incidente dello scorso dicembre dove sono morti 7 cinesi per un incendio in fabbrica e che giustamente “cerca di aprire gli occhi a chi non si é ancora accorto che a Prato gli italiani e gli stranieri hanno creato una normale rete di relazione sia nella vita privata che pubblica e si fequentano tutti i giorni: al lavoro, a scuola, a casa o al bar”.

Mentre Pitti Immagine Uomo imperversa tra le vie di Firenze, e le strade sono invase di montature d’occhiali improbabili, caviglie avvolte in caldi calzini di cashmere violetto-barbie e mocassini di pelle traslucida con la punta tanto lunga da avvisarti se stai pestando un regalino per la strada; ecco, mentre tutto gira intorno a questo, mi imbatto piacevolmente nella rubrica “I provinciali di Pratosfera” pubblicato dal guru degli eventi culturali significativi di Firenze: la rivista “Lungarno”.


Silvia e Monique, di Ilaria Costanzo, Curtesy Pratosfera

Il progetto "Facewall: il futuro sta negli occhi di chi guarda" é stato realizzato dall’associazione Compost di Prato, dalla fotografa Ilaria Costanzo e si realizza grazie alla collaborazione delle associazioni cinesi presenti sul territorio. Verrà realizzato tra il 30 dicembre 2013 al 14 aprile 2014 per le vie di della città dove verranno appese alle pareti, alle finestre e sui muri le fotografie che riprendono scene di vita quotidiana dei pratesi con il loro concittadini stranieri.


Anthony e Elisabetta, di Ilaria Costanzo, Curtesy Pratosfera



Ogni settimana 600 bandiere con 6 nuovi ritratti verranno distribuite per la città per un totale di 10.000 bandiere che alla fine dovranno tappezzarne le strade e di-mostrare a chi ancora non vuole la positiva realtà che si é creata a Prato.

Il progetto é impegnativo ma ben costruito: mostrare quale sia la normalità delle città italiane é importante anche per non rischiare di rimanere incastrati in scenografie cinematografiche di un Italia che non esiste più. Speriamo di cuore che il progetto riesca in tutte le sue aspettative.