Che c’è di cinese ad ARTISSIMA 2013

Dopo essermi fatta sfuggire per pochissimo la mostra di Zhang Huang a palazzo vecchio, e dopo aver cercato di entrare disperatamente nella sola mostra di arte cinese presente a Firenze ad ottobre, quella di Sheng Qi all'Aria Gallery, finalmente ho qualcosa da proporre! La presenza cinese durante l'attessisima ARTISSIMA dal 7 al 10 novembre presso il lingotto fiere di Torino.



Torino, dopo le olimpiadi invernali nel 2006, ha dato del filo da torcere un po' a tutte le città: è diventata sia la capitale della musica elettronica, sia il fulcro della vita dell'arte, come del resto pare per la grande importanza che è stata data dai media per questa fiera annuale (v. Artribune)
Una fiera internazionale, con la I maiuscola si diceva, in cui nessuno mancava e ha lasciato tutti soddisfatti - quelli addetti ai lavori soprattutto. Ma che di arte cinese presentava pochino.

I partecipanti principali dell'area cinese erano due importanti gallerie ben inserite nel mercato dell'arte internazionale:la ShangArt e la Aike Dell'Arco.



La prima presentava un'opera del 1988 di Geng Jianyi, Forms and Certificates, creata durante il grande confernza sul Huang Shang (il monte giallo) con lo scopo di ridefinire la nuova arte moderna cinese. Al convegno parteciparono tutti i Big del tempo ed il lavoro espone i monduli che pervenirono agli organizzatori compliati dagli artisti. Fenomenale quello molto critico di un'artista che rispose allàannucnio bruciando le sezioni da compilare.

Aike dell'arco invece, presenta alcuni dei suoi giovanissimi e fidatissimi artisti cinesi, sono quasi tutti sotto la trentina, proponendoli con un tema comune: il viaggio. Hu Yun, Li Shurui e Lee Kit utlizzano media differenti ed hanno un concetto differente del viaggio. Molto curiosa l'idea di Hu Yun di ritracciare le tratte aeree su un foglio considerandone anche la frequenza di volo per poi rappresentarne una mappa, diversa nella forma ma che non se ne discosta troppo dalla nostra idea di continenti.


[caption id="" align="alignnone" width="560"] World - 2011, Ink on transparent paper, 110x80 cm, 2011[/caption]

Infine l'ateniese Bernier/Eliades ha proposto Zhu Yu e Zhang Peiming con opere esposte minori.



Al di la' della totale assenza dei grandi nomi che stanno ottenendo prezzi da capogiro nelle aste - forse proprio per questo un valido motivo per non atterrare in Italia visti i tempi, la presenza di giovanissimi ci fa sperare ad un imminente cambiamento dell'entourage degli artisti contemporanei del dragone. Ed era ora!