GIOCHI PROIBITI: ‘Never re-treat, re-tweet!’

Ai Weiwei, account Twitter @aiww, al momento 184.178 follower, quasi 85 mila tweet. Questa l'attivita' sul web di un artista che, proprio del web, ha fatto la sua arte. Un' arte “proibita”.

 

Nonostante ormai tutti ne siano a conoscenza, rinfreschiamo la memoria su come agisce e quella che e' la censura cinese su internet: il Great Firewall.

Il Great Firewall e' un progetto del Ministero di pubblica sicurezza della Repubblica Popolare Cinese che serve a controllare la rete internet del 'paese di mezzo'. E' cosi' possibile bloccare l'accesso degli utenti ai siti web vietati dal governo cinese e monitorare i dati in entrata e in uscita dalla Cina. Quali sono i siti a cui non e' possibile accedere? Quali le discriminanti che li rendono 'proibiti'? Diciamo che la scelta sembra essere vagamente ARBITRARIA (che non si dica poi che in Cina non esiste il libero arbitrio), ma ufficialmente quelli che contengono contenuti pornografici, propaganda occidentale (?), i siti web 'ostili', pagine a contenuto politico 'scomodo', etc. Insomma, si potrebbe fare un elenco infinito e domani cancellarlo per stilarne uno nuovo, per poi riutilizzare quello vecchio.

Al momento, giusto per portare alcuni esempi molto popolari che tutti possano capire, non e' permesso l'accesso a Facebook, Twitter, Youtube, e ahime', dopo l'articolo riguardante i beni accumulati dalla famiglia dell'ex primo ministro Wen Jiabao, nemmeno a quello del New York Times, per dirne una. Nei giorni sensibili non e' possibile nemmeno cercare alcuni nomi. Cosa significa? Che quando andrete a digitare il carattere per il nome che vi interessa, non apparira' nulla. Questo sistema non blocca infatti interi domini o siti specifici, ma piuttosto le parole chiave.

Anche il grande motore di ricerca Google ha dovuto abbassarsi a compromessi con la Cina e la versione accessibile e' comunque censurata. Per non parlare di cosa e' successo durante il giorni del XVIII Congresso, sempre per dirne una, anzi un'altra. Per esempio, il servizio di posta elettronica di Google, Gmail, ha avuto problemi per giorni e giorni, causando ritardo sulle e-mail o l'impossibilita' di accesso, nonostante l'utilizzo del proxy.

Ma ecco la bacchetta magica, appunto, il proxy. Cosa e' questo affarino che ci permette di aggirare la censura “piu' cattiva del mondo”? E' un programma che ci lascia connettere ad un server non bloccato fuori dalla Cina (durante il Congresso io ho vissuto allegramente a Los Angeles per dieci giorni, nel senso che appariva anche scritto su Facebook, come mia localizzazione): in parole poverissime e' come se io mi connettessi non da Pechino ma, per esempio, da New York.

Ecco che il gioco e' fatto ed ecco che migliaia e migliaia di cinesi, tra cui il nostro Ai Weiwei, hanno libero accesso ai siti vietati ed utilizzano, nel caso specifico, Twitter. Sia comunque chiaro che ogni mossa viene sostanzialmente controllata e monitorata dalle decine di migliaia di 'addetti ai lavori'.

Ora, non e' questa la sede per spiegare nei dettagli il funzionamento di una macchina gigante, quale la censura cinese. E' semplicemente imprescindibile parlarne se si vuole offrire un quadro generale delle condizioni in cui opera un utente che dalla Cina usa quotidianamente Twitter. Nel nostro caso abbiamo proprio un utente-tipo.

Twitter rappresenta per Weiwei qualcosa di inseparabile ormai, inscindibile. Sostenitore di ogni mezzo di comunicazione, qualunque esso sia, non e' difficile capire come da qualche anno possa aver subito totalmente il fascino, fino a quasi esserne rapito, del nostro attuale mezzo di comunicazione per eccellenza: internet, piu' nello specifico il social network. Niente di cosi' veloce e comunicativo si era mai presentato prima; per Weiwei, scoprire che con un click ed una condivisione si possa parlare a miglialia di persone in un solo minuto contemporaneamente, ha costituito qualcosa di irresistibile.

Poiche' se si parla di Ai Weiwei non si puo' non parlare di Twitter, poiche' ho avuto la fortuna di aver studiato il cinese e quindi di non pensare (come qualcuno mi dice) ogni volta che Weiwei twitti: cosa sono questi disegnini?, cosi' ho pensato di dedicare uno spazio settimanale alla traduzione degli avvenimenti piu' importanti cinguettati dall'uccellino piu' chiacchierone del mondo.

Per guardare, invece, tutte le foto che Weiwei pubblica, basta andare sul suo profilo (@aiww) e sulla sinistra troverete uno spazio dove potrete sfogliarle tutte.

La rubrica settimanale si chiamera' “Never re-treat, re-tweet', uno degli slogan piu' famosi di Weiwei ed anche uno dei miei preferiti.

Come diciamo sempre: comunichiamo, diffondiamo, ri-twittiamo dunque.

Ai Weiwei e' qualcuno che tramite Twitter ha saputo costruire un impero. La costanza e la certezza che ogni mattina, cascasse il mondo, si possa parlare direttamente con lui collegandosi da un pc, ha aumentato vertiginosamente il numero di follower. Ai Weiwei posta in continuazione, idee, articoli di giornale, foto (da quelle dei gatti a quelle del figlio, a lui mascherato, ai processi), risponde ad ognuno che gli scriva, re-twitta i post che piu' gli piacciono, usa questo straordinario social network per dimostrare al mondo intero una trasparenza pura, come nel caso della restituzione del denaro che sta avvenendo proprio in questi giorni, iniziata ormai da un po'. L'artista sta infatti restituendo, a tutti coloro che gli prestarono una somma di denaro per pagare la prima meta' della multa da parte del governo cinese per problemi di tasse, le cifre esatte piu' alcuni regali, come t-shirt, i documentari e i 'semi di girasole'; ogni sera posta su twitter il numero delle restituzioni effettuate con tutti i dati e una gran parte di coloro che ricevono il pacco dal sig. Ai Weiwei, si fa foto con i gadget e tagga Ai God su Twitter, per ringraziare e perche' tutti possano vedere.

Per chi non fosse ancora iscritto, mi raccomando: iniziate a conoscere il 'fantastico mondo di Twitter', un mezzo di una potenza senza precedenti. Date uno sguardo anche alla pagina di Weiwei e alle foto dunque; e alla prossima settimana per iniziare con la 'rassegna settimanale'.

NEVER RE-TREAT, RE-TWEET!