Buona lettura!

Questa settimana alcuni consigli di 'buona lettura'.

Partiamo dalla fine. Da un paio di settimane e' uscito 'Weiwei-ism', edito da Larry Warsh. Questo libretto nero, edizione tascabile, raccoglie citazioni, aforismi, pensieri (molti dei quali postati sul web da lui personalmente) di Ai Weiwei. Riflessioni su arte, politica, societa', riflessioni di vita quotidiana riprese da interviste, articoli e, ovviamente, da Twitter.

Il libro e' strutturato in sei sezioni: - liberta' di espressione; - arte e attivismo; - governo, potere e scelte morali; - il mondo digitale; - storia, il momento storico ed il futuro; - riflessioni personali. Uno spaccato di idee ed emozioni che attraversano tutti i periodi piu' salienti dell'artista, passando per la sua investigazione riguardo le vittime del terremoto del Sichuan del 2008, fino ad arrivare all'arresto del 2011.

Solo alcune delle citazioni: (tra cui la mia preferita) 'Se non agisci, il pericolo diventa piu' forte';'La mia parola preferita? Agire'; 'Internet e' la cosa piu' bella che sia successa in Cina'; 'Tutto e' arte, tutto e' politica'.

'Weiwei-ism' e' pubblicato da Princeton University Press e questo e' il link al quale troverete tutti i dettagli http://press.princeton.edu/titles/9924.html#evendors . Qui sotto una foto per le informazioni di acquisto. Disponibile anche in versione e-book. 

 

 

Facendo un passo indietro, invece, a qualche mese fa: e' stato finalmente pubblicato in lingua italiana il libro con gli scritti ripresi dal famoso blog che Ai Weiwei ha aperto nel 2006 e che le autorita' hanno chiuso nel 2009: Ai Weiwei. Il blog - Scritti, interviste, invettive. 2006/2009 - , edito da Johan and Levi.

Breve storia di uno tra i blog piu' famosi del mondo, uno tra i piu' influenti di tutta la Cina contemporanea: furono proprio le istituzioni cinesi, nel 2006, a chiedere ad Ai Weiwei di tenere un blog, data la sua fama, mettendogli a disposizione uno spazio su Sina.com.

''..La Sina Corporation voleva aprire dei blog per un certo numero di persone. Ho detto loro che non avevo mai usato un computer e che non sapevo come funzionasse. Ma mi hanno risposto: <Ti possiamo insegnare noi>. Allora ci ho riflettuto un po', mi sono reso conto che era il modo migliore per avere un contatto diretto con la realta', oltre che per rendere pubblica la mia vita privata..'' ''.. E' stato in assoluto il regalo piu' interessante che abbia mai ricevuto; per me, ma forse addirittura per la Cina, perche' viviamo in una societa' che non solo non incoraggia l'espressione delle proprie idee, ma spesso le punisce, come e' successo a due generazioni di scrittori. La gente ha paura a mettere qualsiasi cosa per iscritto; qualsiasi parola scritta puo' venire utilizzata come prova di colpevolezza. Ecco perche' gli intellettuali cinesi sono cosi' cauti ora..'' (da Ai Weiwei parla, Hans Ulrich Obrist).

E' cosi' che inizia l'avventura di quello che per tre anni avrebbe contato centomila visitatori al giorno. Di quella pagina da cui molti cinesi avrebbero iniziato a diventare dipendenti, addirittura sentendosi 'smarriti' in caso di pausa. Di quello spazio dove Ai Weiwei avrebbe scritto centinaia di articoli di critica sociale e culturale, saggi sull'arte, postato migliaia di foto, documentato tutte le assurdita' della Cina che iniziava a cambiare, criticato aspramente un governo che priva i cittadini cinesi di cio' che lui ritiene essere alla base di ogni cosa in ogni campo ad ogni livello per ogni individuo: la liberta' di espressione.

Uno spazio virtuale che e' riuscito ad infiltrarsi quotidianamente e praticamente nella vita dei numerosissimi follower, che ha iniziato a raccontare troppe verita', uno spazio che doveva per forza essere chiuso. L'inizio della 'guerra' tra Weiwei ed il governo cinese.

Tutto questo testimoniato in questo libro, che trovate anche in versione e-book.

Qui sotto la foto con le informazioni per l'acquisto.

 

 

Segnalo inoltre, come gia' citato sopra, il libro Ai Weiwei parla, di Hans Ulrich Obrist edito da Il Saggiatore. Qui, attraverso una serie di interviste raccolte tra il 2006 e il 2009, l'artista si racconta ad Hans Ulrich Obrist, grande curatore di mostre.

Detto questo, non mi resta che augurarvi: 'buona lettura'.

 

 

Dalla prossima settimana, giorno ancora da precisare, sul mio blog (eleonorabrizi.tumblr.com) partira' un nuovo appuntamento per una 'rassegna twitter' settimanale su Ai Weiwei. L'intento e' quello di tradurre e riportare i post piu' importanti della settimana, ripresi direttamente da @aiww .